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sabato 9 ottobre 2010

CHE FINE HA FATTO, CHE FINE FARA' IL CARCATRA'? NON SI SA.. E IL CONTRO-MANO? SE NE VA PIANO PIANO...

PADERNO DUGNANO: POLITICHE PER I MINORI E I GIOVANI DECISAMENTE "CONTRO". 
CARCATRA' A META' OTTOBRE NON ANCORA APERTO E CAG CONTRO-MANO PROSSIMO ALLA CHIUSURA?
La notizia sta circolando già da un po': nessuna gara o rinnovo della convenzione per la gestione del CAG Contro-Mano e, se tanto ci dà tanto, la fine del 2010 segnerà la sua "fine". Perchè? Quali poltiche giovanili intende sostenere quest'amministrazione? Perchè invece di potenziare e investire in futuro si "toglie"?
Del Carcatrà nesuna notizia. Dopo la chiusra estiva e il paginone sulla Calderina di settembre, la Ludoteca non ha ancora riaperto, cosa assai anomala.
Gli scenari sono incerti. Non si sa bene se e come riaprirà. Dopo l'introduzione della quota di pagamento, che molto male ha fatto alle percentuali di affluenza al servizio, si parla o di chiusura o di ulteriore indebolimento con una riduzione dell'offerta... ma come? Perchè squalificare un servizio che tanto ha dato alla città? Perchè introdurre ostacoli e peggioramenti che alla fine allontano la partecipazione?
Il nome Contro-Mano era stato forse mutuato da un film che allora era girato (poco) nelle sale cinematografiche, dal titolo "In barca a velo contro-mano", titolo che a sua volta si riferiva all'impresa realizzata da Francis Chichester, aviatore e navigatore britannico che ha effettuato il giro del mondo in barca a vela controvento (o "contromano" come, sbagliando, dirà uno dei protagonisti del film. Una "faticaccia", insomma, così com'è la vita dei servizi dedicati alla popolazione giovanile, ormai, da qualche anno, residuali nell'ambito delle politiche pubbliche italiane (a differenza del resto d'Europa).
Contro-Mano, lo so per certo, era un nome scelto anche per dire che la relazione con i giovani e gli adolescenti, è una relazione fatta di "contro" e di "mani" che si schivano, si evitano, ma anche si intrecciano, si danno l'una all'altra...Progetti di partecipazione e attivazione che non hanno però trovato bastevole (ieri) e nullo (oggi) sostegno politico per dare i frutti che avrebbero potuto. Le politiche giovanili sono politiche di costruzione del futuro democratico delle città e i CAG sono "palestre di cittadinanza": amminstratori, non l'avete capito? Dal CAG sono transitati e transitano importanti talenti che perchè "giovani" sono ignorati. Al CAG sono successe cose che altrove non sarebbe stato possibile far succedere, in molti hanno potuto realizzare progetti, sogni, imparare la responsabilità e l'autonomia...
L'abbiamo già scritto altre volte: queste sono scelte politiche che riteniamo  figlie di "culture" sbagliatissime, che non ci appartengono e che molto male stanno facendo a questo paese. La destra ha fatto del concetto di sussidiaretà una bandiera  puramente elettorale, senza però mai capirne in fondo il senso e mascherando in realtà la desertificazione liberista. Affidare la gestione di un servizio pubblico a un soggetto privato (due cooperative nel caso del CAG e della Ludoteca) può intendersi come mera "delega" piuttosto che come co-progettzione tra pubblico e privato, ma l'esternalizzazione dei servizi educativi e sociali non può essere delega, non può essere solo una questione di "capitolato", di mansioni, monte ore e costi...Deve essere un processo di coprogettazione e di condivisione tra mandante (il Comune), mandatario (il gestore) e fruitori (giovani e famiglie).
Le amministrazione pubbliche, in particolare gli enti locali, stanno sicuramente vivendo un periodo di grave difficoltà economica ed è comprensibile che vi siano PROBLEMI di mantenimento dei servizi. Ma perchè invece di chiudere o, peggio ancora,di ridurre i servizi all'osso (rendendoli inutili)  non si chiamano gli educatori, gli animatori, le famiglie, i giovani e non ci si mette attorno ad un tavolo per capire insieme come affrontare le difficoltà economiche che si incontrano? Che cosa ce ne facciamo di quello che sta accadendo? Come possiamo risolvere i nostri problemi?
Le risorse stanno nelle persone. Sono le persone, le famiglie, la gente che fanno una Comunità..
Bisogna investire in futuro, se vogliamo avere un futuro.
Dell'Assessore alle politiche giovanili intanto non si sa nulla. Sapete per caso che fine ha fatto? (E magari anche quanto ci costa? Non è forse un lusso che non possiamo permetterci?)

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"Tutte le promesse di benessere e tutte le sicurezze date in epoca moderna dalle istituzioni statali nazionali, dai politici e dagli esperti di scienze e tecniche, sono state distrutte. E non c'è più in giro un'istanza che tolga all'uomo le sue nuove paure. Ecco allora che la crisi ecologica ci fa intravedere qualcosa come un senso all'orizzonte, persino la necessità di una politica globale ed ecologica nel nostro agire quotidiano". U. Beck