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giovedì 10 agosto 2017

Rompiamo il silenzio sull’Africa.

Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché...

Rilanciamo l’appello che il missionario Comboniano Padre Zanotelli, direttore della rivista Mosaico di Pace, profondo conoscitore dell’Africa (non da turista) rivolge ai giornalisti italiani.

L’intento è quello di rompere il silenzio nei confronti dell’Africa, perché la gente sappia la situazione del Continente Africano dal quale fuggono in massa uomini, donne, bambini.

L’Africa della guerra e degli effetti dei cambiamenti climatici, dello sfruttamento delle multinazionali, dell’inquinamento dei rifiuti trasportati, della fame, dell’assenza della dignità e dei diritti umani, da dove scappano in tanti con il sogno di raggiungere l’Europa.


di Alex Zanotelli

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo come missionario uso la penna (anch’io appartengo alla vostra categoria) per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani.

Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale. So che i mass-media, purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che vorrebbe. Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli stanno vivendo. 

Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa. (Sono poche purtroppo le eccezioni in questo campo!)

È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.

È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.

È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.

È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.

È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.

È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.

È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.

È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa, soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.

È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.

È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.

È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).

Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.

Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi. 
Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact , contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.

Ma i disperati della storia nessuno li fermerà. 

Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.

E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).

Per questo vi prego di rompere questo silenzio-stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne.

Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti?

Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.

lunedì 7 agosto 2017

Ecco come si cementifica Paderno Dugnano.

Ti aumento la volumetria
da 2.800 a 13.900 metri cubi
(cioè da 12 a 60 appartamenti di 60 mq)
e ti cementifico il parco.

La Variante RE3 del PGT 2013

Gianfranco Massetti, sul blog Qui Paderno Dugnano, ha pubblicato l’articolo “Le bugie della Lega Nord. La vera storia del RE3” che fa la puntuale cronistoria dell’attuale piano di lottizzazione RE3. Piano di lottizzazione che la Giunta del sindaco Alparone intenderebbe farlo approvare prossimamente dal Consiglio Comunale.

Già la lista civica Insieme per Cambiare, sul suo blog, ha smascherato le bugie della Lega Nord confrontando le mappe pubblicate nel comunicato della Lega Nord con la mappa della delimitazione dell’area su cui esiste il diritto edificatorio acquisito dal Piano Regolatore Generale (PRG) del 1993.

Intanto la variante RE3, che vuole cementificare una parte di parco pubblico tra Via Gorizia e Via Generale Dalla Chiesa, rimane sconosciuta ai più. SALVIAMO IL PARCO!

giovedì 3 agosto 2017

La cementificazione e i parchi a Paderno Dugnano.

Nel 1999 il coraggio di scegliere!
Il Seveso e il Grugnotorto si fanno parco.

 
Nella foto il Viale Bagatti Valsecchi. A seguito della “Variante Generale del PRG” del 1999/2003, si è tracciato il perimetro e la realizzazione del “Parco Locale d’Interesse Sovracomunale (PLIS) del Grugnotorto Villoresi” e del “Parco Urbano del Seveso” salvaguardando le aree ancora libere.
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Come Verdi di Paderno Dugnano, che hanno partecipato al governo della città negli anni precedenti alle Amministrazioni Alparone, ci sentiamo in dovere di rispondere alle false accuse che la Lega Nord solleva con il suo comunicato.

La Lega Nord ha la memoria corta o vuole ricordare solo quello che le fa comodo. Anche noi, come loro, ci siamo trovati davanti al disastroso PRG del 1993 che assegnava svariati diritti edificatori, ma con la “Variante Generale del PRG” che abbiamo approvato nel 1999/2003 siamo riusciti, in alcuni ambiti particolareggiati, a ridurne la cementificazione di diversi metri cubi di volumetria, ed a istituire i Parchi del Grugnotorto Villoresi e del Seveso. Quest’ultimo sbeffeggiato dalla Lega Nord e da Forza Italia come il “parco delle pantegane”.

Azione che l’Amministrazione di Forza Italia e Lega Nord non ha avuto il coraggio di proseguire con il PGT da loro approvato nel 2013. Anzi, hanno inserito la possibilità di trasformare aree produttive in aree residenziali, aumentando la possibilità di crescita della città, rispetto alla Variante Generale del PRG del 1999, di circa 7.000 abitanti a scapito della possibilità di posti di lavoro.

Le costruzioni sorte dal 1995 al 2009 non sono state frutto di speculazione edilizia ma, come ora, dovute al rispetto dei diritti edificatori acquisiti in precedenza, perché se così non fosse stato la Lega Nord avrebbe potuto benissimo denunciarla alle autorità competenti.

Con questa variante RE3 è il secondo caso in cui questa Amministrazione permette di costruire all’interno di un parco: il primo è stato con l’inserimento nel PGT, da loro redatto, dell’ambito AT6, dove è stato concesso di costruire un capannone all’interno del Parco Grugnotorto Villoresi, su un’area vergine dove non gravava nessun diritto acquisito, ad un’azienda locale con la scusa che, se no, sarebbe andata chissà dove.

La Lega Nord e l’Amministrazione Alparone si autodeclamano difensori del verde e dell’ambiente, ma di chi è stata la mano che ha armato la motosega che ha tagliato gli alberi di via Sant’Ambrogio quando bastava attivare un senso unico per salvarli?

Dicono che hanno a cuore il Parco del Seveso, ma non hanno fatto nulla quando è stata sventrata la collinetta a ridosso della rotonda di Via Cesare Battisti, distruggendo la flora e la fauna esistenti per far posto alla Rho-Monza.

L’operazione che hanno intenzione di portare avanti per l'ambito RE3 a nostro avviso non porterà nessun beneficio alla città, visto che con l’attuale situazione si libererebbero comunque aree per il Parco del Seveso, anche se circa un quarto in meno. Chi invece trarrà maggior beneficio dalla traslazione della volumetria nel parco di Via Gorizia/Via Dalla Chiesa non sarà la città, che avrà il doppio di consumo di suolo, ma senz’altro i costruttori che con la variante vedrebbero aumentato notevolmente il valore degli immobili da vendere.

Per quanto riguarda l’ampliamento dei negozi del Carrefour, l’impatto che questo avrà sulla città sarà devastante; non basterà asfaltare quattro strade o mettere qualche fioriera lungo le vie per evitare lo svuotamento commerciale della città...

Bisogna avere il coraggio di dire NO a questo ampliamento e di attivare una politica di rilancio del commercio che faccia tornare i negozi nel centro della città, facendola ritornare a vivere.

Ma questo non avverrà perché, nonostante la farsa della Lega Nord, questo ampliamento è già stato deciso da tempo, e precisamente da quando, nell’approvare il PGT nel 2013, a certe aree è stata cambiata la destinazione d’uso.

I Verdi di Paderno Dugnano auspicano una politica urbanistica basata non più sull’espansione, ma sulla riconversione e riuso dell’aree e degli immobili esistenti. 

venerdì 7 luglio 2017

Incendio a Senago sul confine con Cassina Amata.

Raccomandata la chiusura delle finestre fino a sera. 

L’incendio è divampato questa notte all’interno dell’azienda di via Andrea Costa che si occupa del commercio di rottami e dello stoccaggio e trattamento di rifiuti.

Via Andrea Costa è stata chiusa al traffico per molte ore. 

Il Comune di Paderno Dugnano, con dei cartelli appesi in zona, fa sapere che l’ARPA e ASST Rhodense hanno stabilito che, a seguito dell’incendio scoppiato alla ditta Galli srl, non ci sono rischi né per l’ambiente né per la cittadinanza.


Uno dei cartelli del Comune di Paderno Dugnano
Altre informazioni e opinioni (tra cui il comunicato di Legambiente di Bollate) li potete leggere QUI sul blog padernese LA SCOMMESSA.

domenica 18 giugno 2017

Servizio Civile Nazionale: lunedì 19, incontro informativo a Paderno Dugnano.

I giovani fra i 18 e i 28 anni di età, senza distinzione di sesso, possono prestare attività nel Servizio Civile Nazionale svolgendo incarichi di assistenza o di utilità sociale o di promozione culturale.
L’ incontro informativo si terrà all’Auditorium della Biblioteca Tilane, lunedì 19 giugno alle ore 17.00.


Dall’Obbiezione di Coscienza all’obbligo di leva militare
alla scelta volontaria del Servizio Civile

"I cittadini che, per obbedienza alla coscienza, nell'esercizio del diritto alle libertà di pensiero, coscienza e religione (omissis) opponendosi all'uso delle armi, non accettano l'arruolamento nelle Forze armate e nei Corpi armati dello Stato, possono adempiere gli obblighi di leva prestando, in sostituzione del servizio militare, un servizio civile, diverso per natura e autonomo dal servizio militare, ma come questo rispondente al dovere costituzionale di difesa della Patria" (art. 1 della legge 8 luglio 1998, n. 230).

L'Obiezione di Coscienza ha rappresentato un modo alternativo di "servire la patria" quando era obbligatorio il servizio di leva militare nelle Forze Armate fornendo l'elemento base della filosofia ispiratrice del Servizio Civile Nazionale.


La legge 23 agosto 2004, n. 226 ha determinato la sospensione della leva obbligatoria trasformandola in servizio militare volontario e l’obiezione di coscienza da servizio civile obbligatorio a volontario nel Servizio Civile Nazionale, un’opportunità di formazione verso profili professionali orientati al principio costituzionale della solidarietà sociale, svolgendo incarichi di assistenza o di utilità sociale o di promozione culturale.

giovedì 8 giugno 2017

A Cinisello Balsamo il convegno dei Verdi della Lombardia sull’IMMIGRAZIONE. Sabato 10 giugno.

Non emergenza, ma fatto epocale. Il nostro, sarà soprattutto il secolo degli “eco-profughi”.



Sono molte le persone che scappano da guerre, violenze e conflitti, ma, a causa dei cambiamenti climatici, sono tante anche le persone in fuga da siccità, alluvioni, carestie. Altre persone sono in fuga a causa dell’inquinamento dei suoli.

Secondo le stime del Centro internazionale di monitoraggio degli sfollati, si calcola che nel 2015, coloro che vengono chiamati “migranti ambientali” sono stati quasi 20 milioni.

Ma per queste persone non esiste uno status giuridico internazionale di rifugiato, non possono chiedere asilo politico allo Stato che li ospita. La Convenzione di Ginevra non li elenca tra le categorie cui riconosce una protezione.

A differenza dei profughi di guerra, gli eco-profughi possono essere rispediti ai paesi d’origine come i migranti economici.

Inutile ricordare che gran parte dei “migranti ambientali” provengono dai paesi poveri e che i cambiamenti climatici sono causati soprattutto dai consumi dei paesi più ricchi, così come i suoli dei paesi più poveri vengono sfruttati e inquinati dalle aziende e dai rifiuti dei paesi più ricchi. Proprio come succede per il commercio delle armi, fabbricate nei paesi ricchi.

Per approfondire il tema delle migrazioni e in particolare dell’immigrazione in Italia e in Europa, I Verdi della Lombardia hanno organizzato il convegno L’IMMIGRAZIONE: UN PROBLEMA O UNA RISORSA? che si terrà SABATO 10 GIUGNO mattina (ore 9:30 – 13:00) a Cinisello Balsamo presso la sala del Cosmo Hotel Palace in Via Francesco De Sanctis 5 (parcheggio dell’hotel). ENTRATA LIBERA.

Inizierà alle ore 9:30 con la relazione di Aldo Guastafierro co-portavoce regionale Verdi.
INTERVENGONO
Giovanni Giuranna – ACLI – La campagna e il “Progetto di legge di iniziativa popolare: Ero straniero, l’umanità che fa bene”. Stefano Costa – L’esperienza di Via Padova, quartiere multietnico di Milano. Paolo Branca – Docente Università Cattolica di Milano, Ricercatore in Islamistica. Elisabetta Balduini – Avvocato Giuslavorista. Francesco Casarolli – Segretario nazionale Sindacato L.A.S. (Lavoro Ambiente Solidarietà). Elisabetta Patelli – co-portavoce regionale Verdi. Silvia Casarolli – co-portavoce provinciale Verdi. Gilberto Rossi – Verdi della Lombardia.

Progetto di Legge di iniziativa popolare
per vincere la sfida dell’immigrazione.

Tra gli altri, al convegno interverrà Giovanni Giuranna che, per conto delle ACLI, illustrerà il “Progetto di legge di iniziativa popolare: Nuove norme per la promozione del regolare soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari” chiamata per brevità “Ero Straniero, l’umanità che fa bene”.

Le ACLI, insieme ad altre organizzazioni (Casa della Carità, ARCI…), sono promotrici del Progetto di legge di iniziativa popolare che si propone il superamento della legge Bossi-Fini e vincere la sfida dell’immigrazione (la raccolta delle firme è già partita e si concluderà a fine estate).

Gli attivisti VERDI possono aiutare la raccolta delle firme presso i Municipi dove hanno la residenza facendo vidimare i moduli dal Segretario comunale e chiedendogli che i cittadini possano firmare presso un ufficio comunale nelle ore di apertura al pubblico.

Al sito della Casa della Carità di Milano si possono avere informazioni, scaricare i moduli per le firme, prendere visione del testo integrale del Progetto di Legge.


lunedì 5 giugno 2017

Una Paderno Dugnano vivibile come Friburgo?

La città del buon governo che vorremmo.


I padernesi della lista civica “Insieme per Cambiare” sono tornati dalla visita-studio alla città di Friburgo in Brisgovia e sul blog hanno pubblicato un primo resoconto: TRE GIORNI STRAORDINARI A FRIBURGO PER REINVENTARE PADERNO DUGNANO

Ora si pone una domanda: com’è possibile favorire e pianificare una Paderno Dugnano più vivibile?
Il nostro articolo del giorno della partenza verso la Germania, spiegava la motivazione della visita del gruppo di cittadini padernesi alla “città verde”: la lista civica “Insieme per Cambiare” si sta preparando a governare la nostra città e lo vuol fare nel miglior modo possibile.

E’ questo il senso anche dell’incontro con la rappresentanza istituzionale del Comune di Friburgo, città del Land Baden-Württemberg, uno dei 16 Stati federati della Germania.

Lo stile di vita friburghese è anche il sogno dei Verdi italiani che però hanno sempre dovuto fare i conti con lo scarso consenso elettorale, non come, invece, a Friburgo dove del partito dei Verdi sono il Sindaco e 2 assessori (di 4 totali). Verde è anche il Presidente del Land, Winfried Kretschmann.

venerdì 2 giugno 2017

A Friburgo, per studiare come governare bene Paderno Dugnano.

Le Coccinelle di “Insieme per Cambiare”oggi sono in Germania, nella città esempio di Buon Governo.

Per prepararsi al buon governo di Paderno Dugnano, questa mattina, venerdì 2 giugno, un gruppo di cittadini attivi della lista civica “Insieme per Cambiare”, col consigliere comunale Giovanni Giuranna, sono partiti per Friburgo. Un'esplorazione cognitiva di tre giorni, per conoscere, studiare, capire, utilizzare, questo esempio di buon governo e pianificazione.

 
Timothy Simms, il rappresentante dell’Amministrazione del Comune di Friburgo 
che oggi incontrerà i cittadini padernesi della lista civica “Insieme per Cambiare”.
Il primo impegno di studio è previsto per oggi pomeriggio quando incontreranno un rappresentante dell’Amministrazione della città Timothy Simms.

Friburgo, una città uscita quasi completamente distrutta dalla Seconda Guerra Mondiale, oggi, con circa 250.000 abitanti, riscuote tanto apprezzamento, sia dai turisti stranieri che dai tedeschi, per la sua bellezza e vivibilità.

La Friburgo antica convive con armonia con la Friburgo moderna, una città verde che ha scelto di essere tale guidando la rivoluzione ambientalista in Europa con, ad esempio, ottimi mezzi di trasporto, piste ciclabili (circa 400 Km), tanta attività culturale.

Friburgo è diventata anche la capitale tedesca della “Green Economy” e di tutto ciò che è energia pulita e bioarchitettura. Una città all’avanguardia in tanti settori da cui dovrebbero prendere esempio e copiare gli Amministratori pubblici italiani. Una città esempio di buon governo.

Friburgo città verde, città dei Verdi.
La città, dal 2002 ha un Sindaco del partito dei Verdi. Alle ultime elezioni regionali del 13 marzo 2016, i VERDI (Bündnis 90/Die Grünen) in città hanno ottenuto il 43,2 % mantenendo la posizione di primo partito.


lunedì 29 maggio 2017

FIRMA la petizione Europea per un cibo SENZA GLIFOSATO.

Fermiamoli prima che sia troppo tardi.
Un milione di firme in tutta Europa
per dire STOP GLIFOSATO.




Come scrive Il Salvagente, “il glifosato è l’erbicida più largamente usato al mondo, contro il quale si è già sollevata una diffusa opposizione sociale, alla quale l’UE deve dare ascolto. Diversi sono infatti gli studi che ne dimostrano i rischi per l’ambiente e per la salute umana, al punto da essere stato classificato dalla IARC (International Agency for Research on Cancer) come potenziale cancerogeno per l’uomo.

Sebbene in alcuni Paesi, tra cui l’Italia, ne sia stato vietato l’uso nelle aree urbane, rimane ampiamente utilizzato in agricoltura, con conseguenti residui nel nostro cibo e nelle falde acquifere come hanno dimostrato le analisi del Test-Salvagente su pasta, prodotti per la prima colazione e perfino acque potabili”.

Servono un milione di firme di cittadini europei da qui a fine estate, ossia prima che la Commissione dica l’ultima parola sul glifosato.

Come si firma per Stop Glifosato?

La firma deve essere posta sul modulo on line di raccolta firme per l’ICE (Iniziativa Cittadini Europei, così viene chiamata questa formula ufficiale prevista dalla Commissione Europea). Il modulo è lo stesso in tutta Europa ed è stato realizzato da wemove.eu. Puoi FIRMARE QUI.

Si tratta di qualcosa di più ufficiale di una petizione, tanto è vero che è obbligatorio inserire gli estremi di un DOCUMENTO. Dati che servono alla UE per considerare valide le firme.

In Europa l’iniziativa ICE è promossa da associazioni ambientaliste, sociali e del settore agricolo coordinate da We Move Europe. In Italia le varie associazioni si sono attivate unitariamente nella Coalizione Italiana Stop Glifosato.



sabato 27 maggio 2017

G7: un G ZERO dell’Ecologia e dell’Equità sociale ed economica.

ECO-EQUO: su questo sono invece concordi
i sette movimenti politici VERDI dei Paesi del G7.


I loghi dei VERDI dei sette Paesi del G7 + quello del Partito dei Verdi d’Europa

Il Gruppo dei Sette (G7) è il vertice dei capi di Stato e di Governo delle 7 maggiori economie avanzate: Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti d'America. Anche il rappresentante dell'Unione Europea è sempre presente agli incontri.

Ieri, venerdì 26, e oggi, sabato 27 maggio, si sono riuniti nel Vertice di Taormina senza nessun risultato nell’impegno a mantenere l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, nel contrasto dei loro devastanti effetti su vaste aree di desertificazione, allagamenti, carestie e quindi sul disagio, la fame, e l’inevitabile emigrazione delle popolazioni colpite.

Senza nessun risultato per l’umanità colpita sempre più spesso da lunghe e dolorose disuguaglianze sociali e crisi ambientali e per il futuro delle prossime generazioni seriamente in pericolo, in particolare quello di chi vive sotto la soglia di povertà.

Le soluzioni politiche adottate in passato dai G7 sono state fino ad oggi insufficienti e inefficaci. Non c’è più tempo: eppure anche in questa occasione non hanno trovato unanimi e determinate risposte globali a queste problematiche.

I Verdi dei Paesi G7 sono invece concordi dell’urgenza di risolvere, in particolare, queste emergenze:

• mantenere l’impegno assunto con l’Accordo di Parigi (COP21) per il mantenimento del riscaldamento globale entro + 1.5 °C per accelerare la transizione verso un’economia a energia fossile zero, quindi verso l’energia pulita e rinnovabile, l’uso efficiente dell’energia e delle risorse. Contrastare gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici.

• Intervenire sul problema dell’aiuto ai profughi, sulle migrazioni, sui milioni di uomini, donne, bambini e bambine in fuga da guerre, da conseguenze della crisi ecologica, da violenza, fame e povertà.

• contrastare i meccanismi che generano povertà e disuguaglianza nel mondo, e risolvere problemi che non si possono più rimandare: i milioni di persone al mondo che soffrono ancora la fame, i milioni che non hanno accesso alle cure mediche di base, i milioni di bambini, giovani e adolescenti che non possono andare a scuola.

sabato 20 maggio 2017

Una bellissima giornata oggi, 20 maggio, a Milano.

Migliaia le persone alla marcia

"INSIEME SENZA MURI".

Più di 50.000 persone hanno marciato da Porta Venezia a Piazza del Cannone (Castello Sforzesco).

Angelo Bonelli tra i marciatori Verdi
La presenza dei Verdi per ricordare le migrazioni ambientali come conseguenza degli effetti dei cambiamenti climatici, dovuti all’inquinamento, tra cui la desertificazione. Migranti sempre più in aumento ma che non vengono riconosciuti come profughi perché non è riconosciuta questa causa e le disuguaglianze sociali ed economiche che ne conseguono.

ALTRE FOTOGRAFIE

giovedì 18 maggio 2017

I Verdi a Milano alla marcia contro tutti i razzismi

INSIEME SENZA MURI.

I Verdi di Paderno Dugnano invitano a partecipare alla marcia per un mondo aperto e inclusivo.
Per nuove politiche di accoglienza e integrazione.
Per nuovi diritti di cittadinanza.
Contro tutti i razzismi.



Sabato 20 maggio, il corteo partirà da Porta Venezia alle ore 14.30 e si concluderà in Piazza del Cannone con molta musica.

I Verdi si danno appuntamento davanti l’entrata del Planetario, Corso Venezia 57, dalle ore 13:45 alle 14:00.


Il senso che i Verdi, con la loro partecipazione, vogliono dare alla Marcia: 

cambiamenti climatici e migranti ambientali, equità sociale ed economica.


Sul sito dei Verdi della Lombardia, il co-portavoce dei Verdi lombardi, Aldo Guastafierro, sotto il titolo "Costruire ponti, non muri", scrive:

“Il tema dei cambiamenti climatici è diventato centrale nello scenario politico mondiale nonché dell’interesse della società civile (…) È importante come questo tema, abbia evidenziato che una parte dei migranti che arrivano sul nostro territorio, siano in fuga da fame, carestie e disastri ambientali provocati dallo sfruttamento insensato di quelle risorse che ci consentono di vivere tra mille comodità. Queste genti, i cosiddetti migranti ambientali, oggi sono poco considerati, ignorati a livello mediatico, quasi come se ci fosse una graduatoria tra i diseredati del mondo (…)
Dunque il tema del surriscaldamento globale e dei cambiamenti climatici torna prepotentemente alla ribalta. E’ arrivato quindi il momento che ognuno di noi rifletta sulle proprie responsabilità e incominci a ragionare su cosa è possibile fare. Anche semplici azioni di sostenibilità della nostra quotidianità possono contribuire alla difesa del pianeta dalla devastazione, e garantire a queste genti equità, pari opportunità e condizioni di vita migliori”. (...)


mercoledì 10 maggio 2017

Furto ai danni di LEGAMBIENTE a Cinisello Balsamo

Rubate attrezzature del
Centro di Educazione Ambientale
per un valore di circa diecimila euro

Martedì 9 maggio i responsabili di Legambiente di Cinisello Balsamo, Angelo Fabretto e Ivan Fumagalli, hanno scritto:


“una brutta notizia per la nostra Associazione. Oggi pomeriggio abbiamo trovato recisa la recinzione sul retro del Centro di Educazione Ambientale in via Cilea angolo via Giolitti e scassinati i lucchetti del deposito dove tenevamo tutte le attrezzature per la manutenzione del Parco Grugnotorto Villoresi. Probabilmente stanotte, dei delinquenti sono entrati e ci hanno rubato il trattorino, la trancia BCS, un tagliaerba professionale, due decespugliatori (di cui uno appena acquistato), due biciclette che usavano i volontari e altro materiale per la cura del verde.  Praticamente si tratta di tutta l’attrezzatura che il Circolo utilizzava per tenere in ordine le aree verdi che ci hanno assegnato nel Parco.

Si tratta di un danno del valore stimato di oltre 10.000 euro. E questo dopo che pochi anni fa avevamo subito un altro grosso furto (la tensostruttura bianca che era ubicata nel Parco in prossimità della vecchia casetta di legno). Anche in quel caso la somma stimata del danno era di circa 8-9.000 euro. Con pazienza avevamo raccolto in questi  anni meno della metà della somma attraverso donazioni, pranzi ed iniziative specifiche di raccolta fondi, tanto da farci mettere in cantiere il suo ripristino l’estate prossima anche attraverso altri fondi ricevuti attraverso progetti che partono quest’anno.

Ora siamo ancora a terra e veramente sconfortati. Tra l’altro se con il furto della tensostruttura abbiamo potuto supplire in qualche modo, senza gli attrezzi agricoli non possiamo resistere molto, l’erba cresce e la manutenzione non può essere troppo rimandata.

E’ triste vedere che nonostante ci mettiamo tempo e lavoro volontario, qualcuno(…)  non si fa il minimo scrupolo di rubare le preziose attrezzature che riusciamo ad acquistare con l’aiuto di tutti.


Non sappiamo ancora come affrontare questo secondo grave furto e nei prossimi giorni cercheremo di capire come far fronte.”

sabato 22 aprile 2017

Lunedì 24, si festeggia l’arrivo della Liberazione dal nazifascismo. Entrata libera.

Liberi anche di cantare e ballare.

A Paderno Dugnano, presso il Circolo il Circolo ARCI di Palazzolo Milanese, si terrà la “Festa d’Aprile” organizzata dalla locale sezione dell’ANPI, dal Circolo ARCI Amicizia e Solidarietà e dal Circolo Eco-Culturale LA MERIDIANA.

Dalle ore 21,30 si esibirà la band padernese "BLUE IN GREEN" (Bruno Costanzi, chitarra – Stefano Doro, sax – Maurizio Gerardini, batteria – Gianni Casiroli, basso) e seguirà la proiezione del film "Giovanni e Nori " Storia d'Amore e Resistenza.

Infine, A MEZZANOTTE il BRINDISI all’arrivo del 25 aprile, Festa della Liberazione.
L’indomani, martedì, alle ore 9,30 appuntamento in Piazza della Resistenza per partecipare al corteo antifascista.




Come richiamato nel sito del Circolo Eco-Culturale LA MERIDIANA“Giovanni e Nori” è una storia di amore e di Resistenza che si sviluppa tra le pieghe del Novecento.

E’ la storia di Giovanni Pesce e Onorina Brambilla detta Nori che si snoda dall’immigrazione in Francia alla guerra civile in Spagna, passando per il confino di Ventotene, la lotta partigiana a Milano e Torino, il campo di concentramento di Bolzano, i giorni della Liberazione, fino ad oggi. Perché nulla vada mai dimenticato.

Un film di 54 minuti per ricordare Giovanni Pesce e Onorina Brambilla Nori, attraverso il lungo tour di uno spettacolo di successo con Daniele Biacchessi (voce narrante, testo, regia), Marino Severini Gang (voce, chitarra 12 corde), Sandro Severini Gang (chitarra elettrica), Gaetano Liguori (piano elettrico), Giulio Peranzoni (illustrazioni live con tecnica Ldp), con il patrocinio dell’Associazione Memoria storica Giovanni Pesce.



venerdì 21 aprile 2017

GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA sabato 22 aprile.

Mobilitazione del movimento ambientalista in tutto il mondo per costruire la “democrazia ambientale”.


Un’occasione per celebrare il pianeta su cui viviamo e per affrontare questioni che riguardano la protezione dell’ecosistema, la lotta all’inquinamento, il modo per contrastare la scomparsa di tante specie animali, vegetali e il progressivo consumo di suolo.

  


In Europa, la Giornata della Terra è l’occasione, per le 500 associazioni che hanno promosso il coordinamento Europeo di People4Soil, di inviare una lettera aperta al Presidente della Commissione Europea, Juncker, con la richiesta che la Commissione Europea torni a promuovere una direttiva quadro per la tutela del suolo.
"Tutte le promesse di benessere e tutte le sicurezze date in epoca moderna dalle istituzioni statali nazionali, dai politici e dagli esperti di scienze e tecniche, sono state distrutte. E non c'è più in giro un'istanza che tolga all'uomo le sue nuove paure. Ecco allora che la crisi ecologica ci fa intravedere qualcosa come un senso all'orizzonte, persino la necessità di una politica globale ed ecologica nel nostro agire quotidiano". U. Beck